Chiudere un balcone o una loggia con una superficie vetrata permette di proteggere maggiormente lo spazio dagli agenti atmosferici, mantenendo allo stesso tempo luminosità e continuità visiva con l’esterno. Prima di scegliere una soluzione però, sorgono quasi sempre due domande: quali permessi servono per installare le vetrate panoramiche? E quale tipologia è più adatta allo spazio disponibile?
La normativa comprende oggi le cosiddette VEPA, vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, tra gli interventi che possono rientrare nell’attività edilizia libera, quando rispettano precisi requisiti. In presenza delle condizioni previste dalla legge, l’installazione può quindi essere realizzata senza un titolo abilitativo edilizio. Prima di procedere è comunque necessario verificare le caratteristiche dell’immobile, le disposizioni urbanistiche locali e l’eventuale presenza di vincoli o di ulteriori normative applicabili.
Vetrate panoramiche e permessi: cosa prevede la normativa?
Quando si cercano informazioni su vetrate panoramiche e permessi, il riferimento principale è l’articolo 6, comma 1, lettera b-bis del D.P.R. 380/2001, il Testo Unico dell’Edilizia.
La normativa comprende nell’attività edilizia libera gli interventi di realizzazione e installazione delle vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, comunemente chiamate VEPA, quando rispettano le caratteristiche stabilite dalla legge.
Questo significa che, se sono presenti tutti i requisiti previsti dalla normativa, l’installazione della VEPA non richiede un titolo abilitativo edilizio.
La disciplina riguarda le vetrate installate su balconi aggettanti, logge rientranti all’interno dell’edificio e, a determinate condizioni, porticati. Per questi ultimi esistono però specifiche esclusioni: l’edilizia libera prevista per le VEPA non comprende i porticati gravati, in tutto o in parte, da diritti di uso pubblico né quelli collocati sui fronti esterni dell’edificio prospicienti aree pubbliche.
La normativa per le VEPA evidenzia funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche e parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche.
Quando le vetrate panoramiche rientrano nell’edilizia libera?
Per rientrare nel regime previsto per le VEPA, la presenza del vetro da sola non è sufficiente. Le vetrate devono essere amovibili e totalmente trasparenti e non devono configurare spazi stabilmente chiusi che comportino una variazione di volumi o superfici e generino nuova volumetria.
L’installazione non deve inoltre determinare un cambio di destinazione d’uso dell’immobile, compreso il passaggio da superficie accessoria a superficie utile. Un altro requisito riguarda l’aerazione. La struttura deve favorire una naturale microaerazione, permettendo la circolazione di un flusso d’aria adeguato alla salubrità degli ambienti interni. Anche l’impatto sull’edificio è rilevante: le caratteristiche tecnico-costruttive e il profilo estetico della VEPA devono ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente, senza modificare le linee architettoniche preesistenti.
Un balcone o una loggia protetti da una VEPA mantengono quindi la propria funzione: l’installazione non deve trasformare lo spazio in un nuovo ambiente stabilmente chiuso della casa.
Edilizia libera significa che non bisogna fare nessuna verifica?
Il fatto che una VEPA possa rientrare nell’edilizia libera riguarda il titolo edilizio, ma restano altre verifiche da effettuare prima dell’installazione. Lo stesso articolo 6 del Testo Unico dell’Edilizia stabilisce infatti che gli interventi devono rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le altre normative di settore applicabili. Tra queste rientrano, per esempio, le disposizioni antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, quelle relative all’efficienza energetica, alla tutela dal rischio idrogeologico e quelle contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio.
La distinzione è importante: non dover presentare un titolo abilitativo edilizio non esclude automaticamente la presenza di altri adempimenti o autorizzazioni legati alle caratteristiche dell’immobile e dell’area in cui si trova.
Il Comune di Milano specifica, per esempio, che anche quando un intervento non necessita di un titolo edilizio occorre verificare presso gli enti o gli uffici competenti se le altre normative richiedano comunicazioni o autorizzazioni specifiche. Prima di installare una vetrata panoramica è quindi opportuno verificare le caratteristiche dell’immobile, la disciplina urbanistica locale e l’eventuale presenza di vincoli, soprattutto nel caso di edifici o aree sottoposti a tutela.
E se l’immobile è soggetto a vincoli paesaggistici?
Questo è uno dei casi in cui la distinzione tra edilizia libera e assenza di qualsiasi autorizzazione diventa particolarmente importante.
La presenza di un vincolo paesaggistico o culturale può comportare ulteriori verifiche e, a seconda dell’intervento e del tipo di tutela, può essere necessario seguire la relativa procedura autorizzativa. A Milano, per esempio, il Piano delle Regole individua immobili e aree interessati da differenti forme di tutela, tra cui beni culturali e beni paesaggistici. Prima di progettare l’intervento è quindi utile verificare la situazione specifica dell’immobile. In questo modo è possibile sapere in anticipo quali regole devono essere rispettate e impostare correttamente il progetto.
Vetrate panoramiche in condominio: cosa bisogna considerare?
Un’altra situazione frequente riguarda l’installazione di vetrate panoramiche in condominio. Una VEPA installata su un balcone può incidere sull’aspetto esterno dell’edificio. Per questo occorre considerare anche le caratteristiche architettoniche e il decoro della facciata, insieme alle eventuali disposizioni contenute nel regolamento condominiale.
Prima di procedere è utile verificare il regolamento del proprio condominio e le caratteristiche dell’edificio, soprattutto quando esistono indicazioni specifiche relative a facciate, balconi o elementi visibili dall’esterno. Questa verifica permette anche di progettare una soluzione maggiormente coerente con il prospetto esistente e di individuare in anticipo eventuali aspetti da approfondire dal punto di vista tecnico o amministrativo.
Quali tipologie di vetrate panoramiche esistono?
Una volta verificata la possibilità di realizzare l’intervento, si può passare alla scelta della configurazione.
Le vetrate panoramiche sono progettate per creare una chiusura visivamente leggera, caratterizzata da ampie superfici trasparenti e profili ridotti. Il sistema di apertura incide sia sull’utilizzo quotidiano sia sullo spazio necessario per movimentare le ante.
Tra le configurazioni disponibili troviamo le vetrate scorrevoli, nelle quali i pannelli scorrono lungo guide dedicate, e i sistemi scorrevoli e impacchettabili, che consentono di raccogliere le ante lateralmente e liberare una parte molto ampia dell’apertura.
La soluzione più adatta dipende dalle dimensioni del vano, dalla conformazione del balcone o della loggia e dal modo in cui si desidera utilizzare lo spazio.
Vetrate scorrevoli o impacchettabili: quale scegliere?
Una vetrata panoramica scorrevole consente di movimentare i pannelli lungo binari, sovrapponendoli in fase di apertura. Può essere indicata quando si desidera una gestione semplice e immediata delle ante.
Nei sistemi impacchettabili, invece, i pannelli possono essere fatti scorrere e raccolti lateralmente. Questa configurazione permette di ottenere un’apertura molto ampia e di modificare facilmente il grado di protezione dello spazio durante l’anno.
La scelta deve tenere conto degli ingombri disponibili, della posizione degli arredi, delle dimensioni della superficie da chiudere e della frequenza con cui si desidera aprire completamente la vetrata.
Quale vetro scegliere per una vetrata panoramica?
Anche le caratteristiche del vetro meritano attenzione. La configurazione deve essere scelta considerando sicurezza, dimensioni delle ante, esposizione agli agenti atmosferici e caratteristiche del sistema utilizzato. A seconda del progetto possono inoltre cambiare spessori e lavorazioni. L’obiettivo è ottenere una superficie trasparente coerente con le caratteristiche tecniche richieste e con l’effetto estetico desiderato, mantenendo quanto più possibile la continuità visiva verso l’esterno.
Quali vantaggi offrono le vetrate panoramiche?
Una vetrata panoramica permette di proteggere maggiormente balconi e logge da vento e pioggia, aumentando le possibilità di utilizzo di questi spazi durante diversi periodi dell’anno. La superficie trasparente permette inoltre di conservare l’ingresso della luce naturale e mantenere il rapporto visivo con l’esterno. La normativa attribuisce alle VEPA anche funzioni temporanee legate al miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, alla riduzione delle dispersioni termiche e alla parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche. Le prestazioni effettivamente ottenibili dipendono dalle caratteristiche del sistema scelto, dalla configurazione dello spazio e dal progetto nel suo complesso.
Prima di installare una vetrata panoramica, partire dallo spazio
La scelta di una vetrata panoramica richiede di considerare insieme requisiti normativi, sistema di apertura, caratteristiche del vetro e contesto architettonico.
Prima di definire la configurazione è utile analizzare dimensioni e forma dello spazio, esposizione, struttura esistente, modalità di apertura desiderata e caratteristiche dell’edificio. Nel caso di un condominio entrano in gioco anche gli elementi comuni e le regole relative all’aspetto della facciata. Un sopralluogo permette di raccogliere queste informazioni prima di definire il progetto e verificare quali aspetti richiedano eventuali approfondimenti.
Serramenti Pellegrino segue ogni intervento partendo dall’analisi dello spazio e delle esigenze della casa. È possibile approfondire le caratteristiche delle vetrate panoramiche e il servizio di sopralluogo e consulenza per valutare la soluzione più adatta al proprio progetto.


