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Detrazione fiscale del 50% per il risparmio energetico

Ecobonus: le detrazioni fiscali a favore della riqualificazione energetica

La legge di bilancio, fino al 31 dicembre 2017 riconosce una detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
A partire da gennaio 2018, invece, la detrazione scende al 50%.

In cosa consiste?

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’IRES (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
Tra gli interventi per i quali è riconosciuta la detrazione c’è quello relativo al miglioramento termico dell’edificio attraverso la sostituzione degli infissi esterni. La detrazione fiscale, 50% per il 2018, è riconosciuta per ogni unità immobiliare e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali.
L’importo della detrazione viene ripartito in dieci rate annuali di pari importo per un importo massimo di 60.000 euro.

Condizioni per usufruire della detrazione

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali bisogna rispettare determinate condizioni:
• la sostituzione degli infissi deve riguardare solo gli edifici esistenti;
• i nuovi infissi devono rispettare le dimensioni dei precedenti;
• i nuovi infissi devono garantire l’aumento del livello di efficienza energetica con un complessivo miglioramento termico dell’abitazione;
• gli infissi devono delimitare il volume riscaldato;
• i nuovi infissi devono rispettare i requisiti di trasmittanza definiti dal Decreto 26 Gennaio 2010.

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici o su parti di edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali.
Gli edifici di nuova costruzione sono esclusi.

Chi può usufruire della detrazione fiscale

Hanno diritto alla detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.
In particolare:
- le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
- i contribuenti che conseguono reddito d’impresa, quali persone fisiche, società di persone, società di capitali;
- le associazioni tra professionisti;
- gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Quali documenti trasmettere all’Enea?

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre spedire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea raggiungibile dal sito www.acs.enea.it. i seguenti documenti:
- copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica
- la scheda informativa, allegato E o allegato F al decreto edifici, relativa agli interventi realizzati.

Come fare i pagamenti?

La modalità per effettuare i pagamenti varia in base alla tipologia del soggetto:
- i contribuenti non titolari di reddito di impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, anche online;
- i contribuenti titolari di reddito di impresa sono invece esonerati dall’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.

Documenti da conservare

L’Amministrazione finanziaria ha la facoltà di richiedere la documentazione relativa agli interventi realizzati oggetto dell’agevolazione fiscale.
Vanno quindi conservati:
- il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
- la ricevuta di invio tramite internet o la ricevuta della raccomandata postale all’Enea;
- le fatture o le ricevute fiscali che attestano le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;
- la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento, per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa.

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